“Amos Oz, storie di amore e di tenebra”, reading di Laura Pariani

“Amos Oz, storie di amore e di tenebra”, reading di Laura Pariani

“Amos Oz, storie di amore e di tenebra”

Omaggio al vincitore 2016 del Premio Lattes Grinzane
(sezione La Quercia)

Reading di Laura Pariani con musiche di Giovanni Battaglino
per “Torino che legge. Piemonte che legge”

 

Martedì 9 aprile 2019, ore 18.30

Spazio Don Chisciotte della Fondazione Bottari Lattes Torino (via della Rocca 37b)

INGRESSO LIBERO
www.fondazionebottarilattes.it
www.torinochelegge.it

 

Amos Oz, scomparso nel dicembre dello scorso anno, scrittore e saggista, è tra le voci più importanti della letteratura mondiale. A lui è dedicato il reading “Amos Oz, storie di amore e di tenebra” della scrittrice Laura Pariani, accompagnata dal chitarrista Giovanni Battaglino, in programma martedì 9 aprile alle ore 18.30 allo Spazio Don Chisciotte della Fondazione Bottari Lattes (via della Rocca 37b, Torino). Un’occasione per ricordare e rendere omaggio al vincitore del Premio Lattes Grinzane 2016 (sezione La Quercia, dedicata a Mario Lattes) e alla sua capacità di «spaziare dalla forma del romanzo a quella della fiaba, attraversando diversi argomenti con i suoi saggi. […] raffinato e profondo scrittore degli incontri tra generazioni, tra popoli, tra religioni», come recitava la motivazione della Giuria del Premio. L’appuntamento, a ingresso libero, s’inserisce all’interno del cartellone di “Torino che Legge. Piemonte che legge”, iniziativa culturale di Città di Torino, Regione Piemonte e Forum del Libro promossa in occasione della Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore, istituita dall’Unesco il 23 aprile.

Laura Pariani, che fa parte della giuria del Premio Lattes Grinzane e ha appena pubblicato il nuovo romanzo Il gioco di Santa Oca (La nave di Teseo), leggerà brani dal libro di Amos Oz Una pantera in cantina (Feltrinelli, 1994) e dal volume Il senso della pace (Casagrande, 2000), che riporta l’intervista ad Oz realizzata dal giornalista Matteo Bettinelli per il ciclo di documentari Scrittori israeliani. Il dolore della memoria per la Televisione Svizzera Italiana nel 1999.

Sarà un viaggio nella memoria dello scrittore, che si fa memoria familiare e memoria di un Paese. «Cercare di capire tutto, perdonare in parte, non dimenticare nulla: questo è il lascito di Amos Oz, tenendo sempre presente che il passato non sta semplicemente lì dietro di noi, ma deve essere raccontato per diventare memoria», spiega Laura Pariani. Attraverso i brani del romanzo di Oz, che si sofferma sulla sua preadolescenza, il lettore tornerà al periodo in cui lo scrittore aveva undici anni e che, in una Gerusalemme occupata dagli inglesi, stringe amicizia con un militare della Gran Bretagna (che desidera imparare l’ebraico), scambiandosi lingue e culture, in un abbraccio umano privo dei confini dettati dalla politica. Lo scrittore ci mette in contatto con la figura della sua mamma e del suo papà, con la sua storia familiare, la sua visione del mondo di bambino, ancora non totalmente contaminata dalla tragedia delle guerre, con il suo tentativo di capire da quali situazioni tremende siano scappati i suoi genitori.

Le letture saranno accompagnate da alcuni canti ebraici eseguiti dal chitarrista Giovanni Battaglino: Ma na vu, Ose shalom e Tumbalalaika.

Il bookshop è a cura della Libreria Bodoni e proporrà i libri di Amos Oz e Laura Pariani.

In occasione de reading, il pubblico potrà visitare la mostra Seeming Confines dell’artista David Ruff (New York, 1925 – Torino, 2007), che attraverso una trentina di opere realizzate negli anni Settanta, approfondisce quale fu l’impatto che il trasferimento dagli Stati Uniti all’Europa ebbe sul suo lavoro di pittore. Difficilmente collocabile in una precisa corrente o entro demarcati confini, Ruff fu anche grafico, stampatore, poeta e intellettuale, oltre che attivista impegnato nelle grandi campagne politiche per i diritti civili.

Il Premio Lattes Grinzane annuncerà il nuovo vincitore per la sezione La Quercia e i finalisti della sezione Il Germoglio sabato 13 aprile a Cuneo, alla sede della Fondazione CRC (Spazio Incontri Fondazione CRC – Via Roma, 15), ente che collabora e sostiene il Premio per il triennio 2017-2019.

Info: 011.1977.1755; segreteria@spaziodonchisciotte.it

WEB fondazionebottarilattes.it | FB Fondazione Bottari Lattes | TW @BottariLattes | YT FondazioneBottariLattes

 

AMOS OZ

Amos Oz (1939-2018) ha scritto romanzi, saggi e libri per bambini e ha insegnato Letteratura all’Università Ben Gurion del Negev. Con Feltrinelli ha pubblicato: Conoscere una donna (2000), Lo stesso mare (2000), Michael mio (2001), La scatola nera (2002), Una storia di amore e di tenebra (2003), Fima (2004), Contro il fanatismo (2004), D’un tratto nel folto del bosco (2005), Non dire notte (2007), La vita fa rima con la morte (2008), Una pace perfetta (2009), Scene dalla vita di un villaggio (2010, premio Napoli), Una pantera in cantina (2010), Il monte del Cattivo Consiglio (2011, premio Tomasi di Lampedusa 2012), Tra amici (2012; “Audiolibri Emons-Feltrinelli”, 2013), Soumchi (2013), Giuda (2014), Gli ebrei e le parole. Alle radici dell’identità ebraica (2013; con Fania Oz-Salzberger) Altrove, forse (2015), Tocca l’acqua, tocca il vento (2017) e Cari fanatici (2017), Finché morte non sopraggiunga (2018).

Nella collana digitale Zoom ha pubblicato Si aspetta (2011) e Il re di Norvegia (2012). I suoi lavori sono stati tradotti in oltre quaranta lingue.

Nel 2016 gli è stata conferita dall’Università degli Studi di Milano la Laurea Magistrale Honoris Causa in “Lingue e Culture per la comunicazione e la cooperazione internazionale”.

 

ALCUNI LIBRI DI AMOS OZ

Una pantera in cantina (1999). Storia di emozioni e di sentimenti adolescenti, un’avventura di amicizia e di crescita, che pone interrogativi sulla colpa e sulla fiducia, in un contesto storico dominato da epocali stravolgimenti. Il protagonista Profi è testimone di eventi più grandi di lui, ma mantiene ancora uno sguardo puro e una sensibilità intatta, con sui si relaziona con gli altri e il mondo. Siamo nella Gerusalemme del 1947, dove un ragazzino ebreo di undici anni vive un momento significativo della sua vita, in un periodo in cui, dopo l’Olcausto, si rafforza il movimento clandestino per la nascita dello stato di Israele.

Conoscere una donna (2000). Yoel è un uomo del servizio segreto israeliano, ha imparato la sottile arte dell’ascoltare, del guardare e dello scoprire. Dopo la morte della moglie in un incidente, si ritrova solo di fronte al mistero della realtà: chi era veramente sua moglie, su quali complicità si basava il loro rapporto? Chi è sua figlia, come capirla e venirle incontro? Dopo le dimissioni dai servizi segreti Yoel cerca di applicare alla propria esistenza modi e metodi appresi sul lavoro: appostamenti, confidenze rubate, deduzione. Eppure c’è qualcosa che continua a resistergli. Lasciandosi contaminare dai piccoli eventi della quotidianità e dai diversi personaggi che la abitano, dietro il mistero Yoel scopre una totale, spaesante assenza di mistero.

La scatola nera (2002). Alec e Ilana sono divorziati e non si parlano da sette anni. Lui si è trasferito negli Stati Uniti ed è diventato famoso per i suoi studi sul fanatismo religioso; lei è rimasta in Israele e si è risposata con un ortodosso. Alec e Ilana hanno un figlio, Boaz, disconosciuto dal padre, un adolescente irrequieto che, dopo ripetuti scatti di violenza, viene espulso da scuola. Ilana, dopo anni di silenzio, scrive ad Alec per chiedergli aiuto. Come nella scatola nera che contiene le spiegazioni dei disastri aerei, così nelle lettere scambiate tra i diversi personaggi si trovano le ragioni della loro catastrofe. La moglie infedele, il marito arrogante, il figlio ribelle, l’ortodosso: tutti feriscono se stessi e gli altri nella lotta per l’esistenza.

Una storia di amore e di tenebra (2003). Romanzo autobiografico che parte dalle origini della famiglia di Oz, la storia della sua infanzia e giovinezza prima a Gerusalemme e poi nel kibbutz di Hulda, l’esistenza tragica dei suoi genitori, una descrizione epica della Gerusalemme, di Tel Aviv, della vita in kibbutz, negli anni Trenta, Quaranta e Cinquanta. La narrazione si muove avanti e indietro nel tempo, scavando in 120 anni di storia familiare. Al centro di questo romanzo, il grande tabù di Oz: il suicidio della madre nel 1952. L’esplorazione dolorosa e coraggiosa di questa tragedia viene condotta con lucidità, nostalgia e rancore, con pietà, in un flusso di coscienza altamente poetico.

Contro il fanatismo (2004). Il fanatismo è una componente onnipresente della natura umana. È più antico di ogni stato o governo, d’ogni sistema politico, di tutte le ideologie e di tutte le confessioni del mondo. La risposta è nel trovare un antidoto: la forza ideologica dell’Islam moderato, l’unica che possa fermare l’estremismo islamico, infondendo la speranza in un mondo migliore. Così come la conoscenza, la cultura: ci sono alcune opere letterarie, come quelle di Shakespeare, Gogol’, Kafka e Faulkner, che possono risultare utili contro il fondamentalismo. Le analisi di Oz sono un’opportunità di riflessione di come si può essere intolleranti e fanatici nella propria esistenza, senza rendersi conto della mancanza di rispetto e di dignità verso gli altri.

Fima (2004). Efraim Nurnberg, detto Fima, ha cinquantaquattro anni e vive a Gerusalemme. Orfano di madre, con il padre ha una relazione complessa. Studente e poeta di belle speranze, la sua vita si è presto costellata di rinunce. Due matrimoni falliti alle spalle e relazioni fallimentari con le donne. Personaggio attento e distratto, malinconico ed entusiasta, profondo e balordo, pigro e senza ambizioni, trasandato ma amato dagli amici e con uno strano fascino. Vorrebbe avere sempre un pubblico ad ascoltarlo, ma è il primo a distrarsi quando gli altri gli parlano. Si accalora solo quando parla di politica e critica il governo israeliano per la miopia nella gestione della questione palestinese e dei Territori. Vive in una dimensione tutta sua, in parte onirica.

D’un tratto nel folto del bosco (2005). Un impossibile silenzio abita i giorni e le notti del villaggio: qualcosa deve aver provocato l’assenza degli animali. I bambini fanno domande, ma i grandi rispondono in modo evasivo, anche irritato. Solo nei disegni della maestra Emanuela, nella solitudine del vecchio Almon, nei gesti tristi della fornaia, qualcosa di strano s’intende. Fino a quando Mati e Maya si inoltrano nel folto del bosco in cerca del mistero del villaggio e troveranno una triste verità. Gli animali, pur se assenti, insegnano agli uomini a parlare una lingua in cui nessuno si sente beffato, diverso. Perché la lingua degli animali ha tante parole, ma nemmeno una che sia capace di esprimere il distacco e l’esclusione.

Non dire notte (2007). A Tel Kedar, una tranquilla cittadina israeliana nel deserto del Negev, abitano Noa, frenetica professoressa di lettere di quindici anni più giovane, sempre alla ricerca di nuovi traguardi e nuove sfide, e Theo, urbanista sessantenne di successo, sempre più introverso e demotivato. In seguito alla morte di uno dei suoi studenti, Noa viene incaricata di dare vita a un centro di riabilitazione per giovani tossicodipendenti. La donna si dedica al progetto con entusiasmo e idealismo, non vuole mostrare le sue debolezze e chiedere l’aiuto di Theo, né lui vuole interferire se non è richiesto. La vicenda sembra mettere a dura prova la loro relazione, ma dimostra anche l’affetto e il profondo amore che ancora li lega.

Soumchi (2013). Soumchi ha undici anni e cresce come un’erba in una Gerusalemme occupata dagli inglesi, a ridosso della Seconda guerra mondiale. Il suo universo si amplia improvvisamente quando lo zio gli regala una bicicletta. Tuttavia, prima di realizzare il suo sogno di pedalare via da Gerusalemme, esplorando l’Africa e i suoi deserti, Soumchi mostra con orgoglio la sua bici all’amico Aldo. Persuaso dall’amico, scambia la sua bici con un trenino in miniatura. Da qui inizia una serie di frenetiche avventure in cui scambia oggetto dopo oggetto, nel tentativo di recuperare la sua via di fuga verso il mondo e la maturità. Ma lungo la strada lo aspetta una sorpresa: il suo primo amore.

Giuda (2014). Gerusalemme, l’inverno tra il 1959 e il 1960. Shemuel Asch decide di rinunciare agli studi universitari a causa del dissesto economico della famiglia e dell’abbandono da parte della sua ragazza. Sul punto di lasciare Gerusalemme, decide di rispondere a un annuncio in cui si offrono alloggio gratis e un modesto stipendio a uno studente di materie umanistiche disposto a tenere compagnia a un anziano disabile di grande cultura. All’indirizzo riportato nell’annuncio, vivono il colto settantenne Gershom Wald e la giovane Atalia Abravanel, donna misteriosa e attraente. Trasferitosi nella mansarda, Shemuel conduce una vita solitaria e ritirata, intervallata dai pomeriggi trascorsi nello studio di Wald e dalle sere trascorse con Atalia.

Tocca l’acqua, tocca il vento (2017). Nel 1939, mentre i tedeschi avanzano in Polonia, Elisha Pomerantz, orologiaio ebreo con la passione della matematica e della musica, scappa nella foresta lasciando la moglie Stefa, che non si rende conto del pericolo. Quando la situazione precipita la donna si chiude in casa, ma viene travolta anche lei dalla guerra. Elisha, dopo aver errato nei boschi europei, arriva infine in Israele, dove si rifugia in un kibbutz e torna a riparare gli orologi, a cercare la musica nella matematica e la matematica nella musica. Stefa, deportata in Unione Sovietica, è costretta a diventare una spia staliniana. E sognano di rivedersi. Romanzo venato di realismo magico, ricco di simboli e speculazioni filosofiche, con momenti di grande dolcezza.

 

 

LAURA PARIANI

Vive a Orta San Giulio (Novara). Fin dagli anni Settanta si è occupata di pittura, fumetti e teatro. Ha pubblicato numerosi volumi di narrativa. Tra gli ultimi romanzi ricordiamo: Patagonia blues (Effigie, 2006), I pesci nel letto (Alet, 2006), Ghiacciofuoco (con Nicola Lecca, Marsilio, 2007), Dio non ama i bambini (Einaudi, 2007), Milano è una selva oscura (Einaudi, 2010), La valle delle donne lupo (Einaudi, 2012 – Finalista al Premio Bottari Lattes Grinzane) Il piatto dell’angelo (Giunti, 2013), Nostra Signora degli scorpioni (con Nicola Fantini, Sellerio, 2014), Il nascimento di Tònine Jesus (Interlinea, 2014), Questo viaggio chiamavamo amore (Einaudi, 2015), Piero alla guerra (Interlinea, 2014), Che Guevara aveva un gallo (con Nicola Fantini, Sellerio, 2016), «Domani è un altro giorno» disse Rossella O’Hara (Einaudi, 2017), Di ferro e d’acciaio (NN, 2018) e il nuovo Il gioco di Santa Oca (La nave di Teseo, 2019). Ha partecipato alla sceneggiatura di Così ridevano di Gianni Amelio (Leone d’Oro 1998).

 

Giovanni Battaglino

Dopo studi di pianoforte e canto, Giovanni Battaglino fonda il progetto musicale Malecorde che ha partecipato a pubblicazioni sulla Resistenza, tra cui il canzoniere Scarpe rotte eppur bisogna agir di Paolo Macagno e il dvd La Resistenza in Val Chisone, ricevendo una lettera di plauso dall’allora Presidente della Repubblica Ciampi. Il gruppo Malecorde collabora con Laura Pariani, presentando suoi romanzi, e ha lavorato con Daniela Fargione dell’Università di Torino e il gruppo Vietraverse, realizzando il cd 95% Brassens, vincitore del premio speciale della giuria al Tremplin Brassens di Parigi (2012). Battaglino è cantante in ambito lirico sinfonico in Italia e all’estero. Con il Coro Lirico di Verona, dal 2011 canta nei concerti italiani di Ennio Morricone. Nel 2019 con Alfamusic esce il suo primo disco solista.

 

PREMIO LATTES GRINZANE

Il Premio Lattes Grinzane, organizzato dalla Fondazione Bottari Lattes, è rivolto a opere di narrativa italiana e straniera edita in Italia. È suddiviso in due sezioni. La prima, Il Germoglio, è destinata alla scoperta di opere contemporanee di narrativa, innovative e originali, di scrittori italiani e stranieri. La seconda sezione, La Quercia, dedicata a Mario Lattes (editore, pittore e scrittore, scomparso nel 2001), premia un autore internazionale che, nel corso del tempo, si sia dimostrato meritevole di un condiviso apprezzamento critico e di pubblico. La prima edizione del Premio Lattes Grinzane si è svolta nel 2011.

 

FONDAZIONE BOTTARI LATTES

La Fondazione Bottari Lattes è nata nel 2009 a Monforte d’Alba (Cn), su volontà di Caterina Bottari Lattes (presidente), e non ha scopo di lucro. Ha come finalità la promozione della cultura e dell’arte e l’ampliamento della conoscenza della figura di Mario Lattes. Tra le principali attività: mostre di arte e fotografia, il Premio letterario internazionale Lattes Grinzane, il progetto per l’infanzia Vivolibro, convegni, spettacoli e concerti di musica da camera. Nel 2013 ha aperto l’attività espositiva del nuovo Spazio Don Chisciotte a Torino, voluto da Caterina Bottari Lattes. Nel 2015 ha inaugurato la Biblioteca-Pinacoteca “Mario Lattes” a Monforte d’Alba.

 

 

Info: Fondazione Bottari Lattes / Spazio Don Chisciotte

Info: 011.1977.1755; segreteria@spaziodonchisciotte.it

WEB fondazionebottarilattes.it | FB Fondazione Bottari Lattes | TW @BottariLattes | YT FondazioneBottariLattes

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