Dentro il sogno, Chiara Briganti

Opera di Chiara Briganti

In mostra alla Fondazione Bottari Lattes i lavori dell’artista che gioca con collages, luci e citazioni letterarie

Dentro il sogno: i ‘messaggi in scatola’ di Chiara Briganti è la mostra della Fondazione Bottari Lattes in programma da domenica 23 marzo a domenica 15 giugno a Monforte d’Alba. Il vernissage sabato 22 marzo alle ore 18.

Cinquanta opere, o meglio cinquanta scatole di diverse dimensioni, in cui l’artista racchiude collages, sagome, paesaggi dipinti, oggetti – anche di recupero – per creare spazi scenici, racconti fiabeschi, luoghi e personaggi reali o fantastici, con richiami a citazioni storiche e letterarie. Cinquanta racconti in scatola, inseriti in un allestimento dove la luce che illumina le opere crea atmosfere oniriche e accentua il carattere surreale dei lavori. Mondi fantastici ed enigmatici, immersi nella dimensione del sogno.

Somigliano, queste vetrinette di Chiara Briganti, a piccoli spazi scenici, a luoghi di teatro; o, appunto, a vetrine di cose in cui non si può fare commercio: sogni, suggestioni, accostamenti strani e indecifrabili […] Ciò che tutte le collega, nella sempre nuova e diversa invenzione, è il tratto di una intelligenza sottile, esercitata su infinite e amate letture, abituata a giocare con citazioni raffinate e inattese, e sempre pertinenti, luminose, con lo spirito di quei lumi, di quel loro tempo, di quel loro secolo, che Chiara conosce e ama.
Eugenio Riccomini

Stilisticamente le scatole della Briganti si diversificano dalla maggior parte degli artisti contemporanei per la preziosità dei materiali usati, la nettezza miniata dei dettagli, il gusto degli effetti speciali e l’impaginazione spesso scenografica, da teatrino di corte. Ma nati da un’irrefrenabile pulsione dell’inconscio sia pure corretta e sorretta dal piacere di fare e di fare sorprendentemente bene, nei teatrini di Chiara non leggeremo mai dei veri racconti, ma piuttosto dei sentimenti
Lorenza Trucchi

 

Chiara Briganti

Chiara Briganti è nata a Montpellier (Francia) il 25 agosto 1921 e ha studiato Storia dell’Arte all’Università di Roma, laureandosi nel 1945.

Dopo aver collaborato alle Enciclopedie Treccani e Cattolica, ha svolto per breve tempo attività giornalistica (Cosmopolita, 1945; Libera Stampa 1946) e si è quindi interessata al restauro di opere d’arte, occupandosi per alcuni anni di restauro pittorico.

Tra il 1956 e il 1962, su incarico del Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica, è stata consulente per il riordino del patrimonio artistico e mobiliare del Palazzo del Quirinale, e nel 1986 per lo studio e la catalogazione dell’argenteria presente sia al Quirinale che al Palazzo Reale di Torino

Ha pubblicato in Italia e in Francia molti articoli collegati a questi argomenti e alle relative ricerche scientifiche, soggetto che ha ulteriormente ampliato con il libro Curioso itinerario delle Collezioni ducali parmensi (1964), dove ha segnalato per la prima volta la grande quantità e la provenienza di opere d’arte e di arredi francesi di altissima qualità presenti nel Palazzo

Nel contempo si è dedicata alla progettazione di interni e al disegno di mobili e oggetti, lavorando, tra l’altro, all’arredo dell’Ambasciata italiana a Tokio.

Dal 1978 si dedica ad una attività artistica che la ha portata ad esporre in varie città (Roma, Milano, Parigi, Bergamo, Parma, Piacenza). Di questo suo lavoro hanno scritto A. Bertolucci, J-M. Dunoyer, M. Praz, L. Trucchi e F. Zeri.

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