Disegni, sculture e gioielli di Bruno Martinazzi

Martinazzi disegni sculture gioielli allo spazio Don Chisciotte

Lo Spazio Don Chisciotte ospiterà l’artista Bruno Martinazzi, scultore e orafo di fama internazionale.
 Tra le opere in mostra, curata da Massimo Ghiotti, sculture di media dimensione che vanno dagli anni ‘80 agli anni ’90 e una serie di piccole sculture intitolata Pagine di pietra.

Sono inoltre presenti 12 disegni del 1980 tratti dagli studi preparatori del libro I cieli e la terra e tutte le tue creature e quattro gioielli.

Nato a Torino nel 1923, allievo degli stessi insegnanti di Primo Levi, Martinazzi si laurea in Chimica Pura all’Università di Torino. Durante la guerra partecipa come partigiano combattente alla resistenza, ed è insignito della Croce di Guerra.

Frequenta la Libera Accademia d’Arte di Torino e gli Istituti d’Arte di Firenze e Roma. Esordisce come orafo nel 1954, dopo quattro anni spesi come direttore di Tintoria alla fabbrica tessile Magnoni Tedeschi, per poi affermarsi come scultore. È stato inoltre docente all’Accademia Albertina di Belle Arti.

Dobbiamo ad artisti come Bruno Martinazzi il fatto che, a partire dagli anni Sessanta, il gioiello contemporaneo sia entrato a far parte delle più importanti collezioni museali internazionali; le sue creazioni figurano infatti nelle collezioni, tra gli altri, del Metropolitan di New York e dell’Hermitage di S.Pietroburgo.

L’opera
 di Bruno Martinazzi

Dal 1968 elabora la tematica del frammento del corpo umano. Tensioni ideali e spirituali e amore di ”politezza” formale animano la sua produzione, in cui ricorre con forza il tema del rifiuto della guerra. Il suo celebre bozzetto per il monumento Contro le Guerre è conservato alla Galleria d’Arte Moderna di Torino.
L’oro e la pietra sono i materiali con cui Bruno Martinazzi esprime la sua arte: “quella che sa dare leggerezza a ciò che è pesante e peso a ciò che è leggero”. Silenziosamente, nell’arco di una vita, 91 anni compiuti, questo artista si è rivolto a ciò che non si vede e che dura nel tempo; ha dedicato la sua attenzione al corpo umano archetipo di sentimento e ragione, punto di incontro di finito e infinito.
Pagine di Pietra sono i lavori più recenti: parole di grandi uomini, da Esiodo a Dante – unite a brevi immagini – sono scolpite per affermare l’urgenza di ridare dignità alle parole stesse. La roccia con il suo durare accresce il peso dei segni che porta, scava nella profondità del pensiero che esprime. Scolpire parole di pietra, dalla Bibbia al Satyricon, contribuisce a restituire una visione del mondo che pone al suo centro la condizione umana.
All’artista che vive e lavora a Torino, sono state dedicate più di 60 personali e le sue opere compaiono in più di 90 collettive e in numerose collezioni pubbliche di tutto il mondo, dai già citati Metropolitan ed Hermitage al Museo degli argenti di Palazzo Pitti, dal Victorian&Albert Museum di Londra all’International Design Museum di Monaco.

Numerosi sono i suoi scritti tra cui :

  • L’Oro e la pietra, Arnoldsche, Stuttgart 2007
  • Mensura, Numero et Pondere, Sillabe, Livorno 2009
  • Memory Maps, Die New Sammlung, Progetto Immagine, Torino 2011
  • Ehi Patriota!, Trauben , Torino 2011
  • La luce e il buio, Trauben , Torino 2012
  • Amore e Meraviglia,Trauben, Torino 2013
  • Libeccio, Trauben, Torino 2014
Condividere

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *