I “Gousan” d’Armenia: Suoni e parole da Sayat Nova a oggi per il festival EstOvest

I gousan d'Armenia

Un viaggio a ritroso tra i suoni e le parole della musica armena, dai nostri giorni a Sayat Nova, il più celebre dei trovatori (“gousan”) e poeti armeni del Settecento. Lo propongono sabato 27 ottobre alla Fondazione Bottari Lattes di Monforte d’Alba  i musicisti del Progetto Nor Arax (Ani Martirosyan, pianoforte; Maurizio Redegoso Kharitian, viola; Stefano Zanoli, attore) e Mkhitar Ketssyan (uno fra i più ricercati cantori armeni e musicista di kamantcha) per il festival EstOvest, organizzato dall’Associazione Xenia Ensemble. Sabato 27 ottobre – ore 17.30, Auditorium Fondazione Bottari Lattes, ingresso gratuito. Segue un aperitivo con degustazione di vini armeni e delle Langhe, offerto al pubblico del concerto come occasione di confronto tra gusti e sapori di territori diversi.

Fino al 28 ottobre, inoltre, nelle sale della Fondazione è ancora visitabile la mostra Pepi Merisio/Mario Dondero. Diario Fotografico, curata da Daniela Trunfio, che pone a confronto due grandi personalità del fotogiornalismo italiano, presentando una settantina di scatti in bianco e nero (ingresso gratuito).

Il programma dedicato alle sonorità armene è diviso in due parti:

  • La prima parte spazia dal padre della musica armena, Komitas, agli autori più rappresentativi della musica del XX e XXI secolo, come Aram Khatchaturian, Robert Andriassian, Arno Badadjanian, Hampartzoum Limondjian, fino al giovane compositore armeno Hovik Sardaryan, vincitore del concorso EstOvest 2012, al quale è stata affidata un’opera per viola e pianoforte ispirata ai temi dell’illustre trovatore. Questo repertorio musicale si mescola alla voce poetica della letteratura armena, una lingua arcaica che nel secolo scorso ha dato espressione al dolore e alla speranza di un popolo. Nelle opere di Osip Mandel’stam, Elise Ciarenz e Daniel Varujan si racchiude una panoramica di autori del ‘900 che proietta anche uno sguardo verso il canto cortese di Sayat Nova.
  • La seconda parte è interamente rivolta a Sayat Nova (1712-1795): il principe dei “Gusan” o “Ashik”, i trovatori armeni. È l’autore di un migliaio di opere letterarie (oggi ne rimangono solo 220, per lo più poesie), scritte in varie lingue: azero, armeno, persiano e georgiano. Sayat Nova è quasi sempre raffigurato con il kamantcha, strumento tipico di derivazione iraniana ma diffuso in tutta l’area caucasica e mediorientale. L’arte dei Gusan – trasmessa da maestro ad allievo tramite un lungo insegnamento orale ed individuale – è stata appresa anche da Mikhitar Ketssyan, fra i solisti più ricercati al mondo e fra i pochi ad incarnare il doppio ruolo di cantore e strumentista.

Musiche di:
Babà Hampartzoum Limondjian (1768-1839), Melodia sacra tradizionale della Chiesa Armena per il Venerdì Santo secondo l’uso dei Padri Mechitaristi del Monastero di San Lazzaro degli Armeni a Venezia, viola sola
Aram Khatchaturian (1903-1978), Sonata per viola sola (estratti)
Arno Babadjianian (1921-1983), Poema, Elegia, Pianoforte solo
Robert Andriassian (1912-1971), È primavera, Pianoforte solo
Komitas (1869-1935), Cinar Es, Kele kele, Krunk, Viola e pianoforte
Hampartzoum Berberian, Oror, Viola e pianoforte
Sardaryan (1993), Vincitore concorso EstOvest 2012, Nuovo brano per viola e pianoforte

EstOvest

Nuova e ricca di prime esecuzioni mondiali, l’undicesima edizione della rassegna EstOvest – in programma dal 19 ottobre al 9 dicembre in varie sedi a Torino, Savona e nella provincia di Cuneo – privilegia quest’anno la contaminazione tra vari generi, il contemporaneo e il popolare, e diverse forme espressive, il suono e la parola.

Il Festival, oggi, è un punto di riferimento internazionale per le avanguardie musicali. La rassegna è stata ideata dall’Associazione Xenia Ensemble con l’intento di presentare al pubblico compositori e musiche poco conosciute e provenienti da pesi lontani.

La rassegna è organizzata con il sostegno della Compagnia di San Paolo, che ha selezionato l’iniziativa nell’ambito dell’edizione 2012 del bando Arti sceniche in Compagnia e il patrocinio di Regione Piemonte e Comune di Torino.

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