Le Langhe e i suoi 150 anni di storia raccontati da Adele Secondino

Le Langhe e i suoi 150 anni di storia raccontati da Adele Secondino

Le Langhe e i suoi 150 anni di storia raccontati da Adele Secondino

in un incontro con Piercarlo Grimaldi e Adolfo Ivaldi

Presentazione del libro e reading

Un mondo che era.

150 anni di storie di Langa ai Grassi di Monforte d’Alba

Venerdì 16 giugno, ore 18

Biblioteca-Pinacoteca Mario Lattes (via Garibaldi 14, Monforte d’Alba)

Ingresso libero fino a esaurimento posti

La storia delle Langhe si arricchisce di un nuovo contributo di conoscenze, testimonianze, valori, tradizioni e immaginario. È il libro Un mondo che era. 150 anni di storie di Langa ai Grassi di Monforte d’Alba, appena uscito per Araba Fenice, scritto da Adele Secondino, docente, appassionata di storia del territorio, sensibile alla trasmissione delle radici di una comunità. Un insieme di testimonianze e ricordi di un mondo che era, crollato insieme alla demolizione delle case della borgata Grassi di Monforte, per far posto ai vigneti. Il nome Grassi a cui il titolo si riferisce, da toponimo di cascinali di Langa povera è diventato uno dei grandi cru del Barolo di Monforte, località Patrimonio dell’Umanità.

L’autrice presenta il suo libro venerdì 16 giugno alle ore 18 alla Biblioteca-Pinacoteca Mario Lattes di Monforte d’Alba (via Garibaldi 14), insieme con Piercarlo Grimaldi, rettore dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (che ha curato la prefazione del volume), e Adolfo Ivaldi, presidente della Fondazione Bottari Lattes. L’attrice Irene Avataneo leggerà diversi brani tratti dal libro. La visione storico-economica è trattata dal professor Giuseppe De Paolini, già autore dell’introduzione.  

«È stato un microcosmo pieno di vita – spiega l’autrice Adele Secondino –, ricco di storia (dal 1840 alla fine del ’900), che parla di un lavoro durissimo, di tanti sacrifici in una terra, allora, avara di guadagni, di emigrazione, di ritorni… Il tutto sullo sfondo della grande Storia che anche qui ha lasciato il segno. È una folla di personaggi, quasi tutti si chiamano Grasso, che con la loro fatica, costanza e impegno, hanno preservato il territorio delle Langhe, bellissimo ma fragile, dal degrado. A queste persone semplici, ma dotate di buon senso, di rispetto per la loro terra da cui bisogna ricavare il necessario, senza esaurirne le risorse, dobbiamo gratitudine e perenne ricordo, perché il loro insegnamento non vada disperso. Le pagine di questo libro vogliono rendere omaggio alla loro memoria e al lodevole operato, un esempio di saggezza sapienziale per le nuove generazioni: il cambiamento al passo coi tempi non deve stravolgere in modo insensato il patrimonio che da loro abbiamo ereditato».

«Una riflessione pacata, serena, attenta al dettaglio – spiega Piercarlo Grimaldi nella prefazione. – Una storia che ci tocca tutti da vicino, perché nel paesaggio del presente risuonano le contraddizioni di una contemporaneità che vuole dimenticare tutto ciò che la Langa è stata, per plasmare nuovi e a volte inquietanti orizzonti, dettati dall’oblio. In questa ricerca di più solide economie di collina, la ricchezza della biodiversità colturale viene aggiogata per favorire il farsi di un inedito quanto critico sviluppo agrario monotematico. Oggi le vigne dell’abbondanza e della bontà si impadroniscono financo dei cortili e delle vecchie case contadine. Una natura che, se da un lato ritorna a pervadere un paesaggio altamente antropizzato, dall’altro appare troppo addomesticata e piegata alla visione produttiva e strumentale di un neo-contadino della globale postmodernità.

La storia della frazione Grassi di Monforte d’Alba è un lavoro di microstoria della quotidianità, che coincide per molti versi con la storia dell’autrice, perché lo sguardo narrato non è quello distaccato, oggettivo di una ricercatrice che vuole capire e interpretare un microcosmo di questo mare di colline, ma è la vita stessa, quella di Adele Secondino, che si riflette in questo paesaggio.

Il lavoro di memoria che l’autrice ci consegna è la storia di un mondo contadino che si è lasciato alle spalle piccoli e grandi mutamenti ma che ancora è segnato da profonde ferite di guerre mai rimarginate che si sono nutrite dei figli di quelle colline».

Adele Secondino è nata a Monforte d’Alba, borgata Grassi, nel 1943. Laureata in Pedagogia all’Università di Torino, è stata, prima, maestra elementare nell’Astigiano e poi ha insegnato Lettere alla Scuola Media di Monforte dal 1970 al 2002. Appassionata delle tradizioni e delle storie del passato e sensibile ai problemi del territorio, vorrebbe che l’opera dell’uomo fosse sempre attenta a non stravolgerne l’aspetto originario.

Info: Biblioteca-Pinacoteca Mario Lattes – 0173.78646 – archiviobiblioteca@fondazionebottarilattes.it

WEB fondazionebottarilattes.it | FB Fondazione Bottari Lattes | TW @BottariLattes

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