Premio Bottari Lattes Grinzane 2013: finalisti e vincitore con lo spettacolo E-mile UTOPIA 250

Premio finalisti e vincitore 2013

Finalisti da tre continenti per la terza edizione del Premio Bottari Lattes Grinzane. Alberto Arbasino è il vincitore della sezione La Quercia con il romanzo L’Ingegnere in blu, dedicato a Carlo Emilio Gadda.

L’arte di vivere in difesa di Chad Harbach, Limbo  di Melania Gaia Mazzucco, L’amore graffia il mondo di Ugo Riccarelli e Quel che resta della vita di Zeruya Shalev, Limonov di Emmanuel Carrère sono i finalisti del Premio per la sezione Germoglio.

i libri finalisti

I finalisti e i vincitori del Premio, organizzato dalla Fondazione Bottari Lattes e dall’Associazione Premio Bottari Lattes Grinzane, sono stati designati sabato 6 aprile al Teatro Sociale Giorgio Busca di Alba dalla Giuria tecnica formata da: Giorgio Barberi Squarotti, Valter Boggione, Gian Arturo Ferrari, Paolo Mauri, Bruno Quaranta, Lidia Ravera, Giovanni Santambrogio, Serena Vitale e Sebastiano Vassalli.

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La cerimonia, condotta dal caporedattore Rai Piemonte Carlo Cerrato, è stata accompagnata dallo studio per E-mile UTOPIA 250*documentario live, tra lezione e spettacolo, sui temi dell’educazione e della cittadinanza, introdotto da Gustavo Zagrebelsky.

Ispirato al romanzo pedagogico Emilio di Jean-Jacques Rousseau, lo spettacolo è stato messo in scena in anteprima dagli attori di ForMattArt che, al termina della performance, hanno coinvolto i ragazzi in sala in una discussione sugli argomenti sviluppati. E-mile UTOPIA 250* è ideato dal Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione dell’Università di Torino in collaborazione con Biennale Democrazia e l’associazione ForMattArt di Milano e rappresenta il primo passo di una collaborazione tra la Fondazione Bottari Lattes e Biennale Democrazia.

Lo spettacolo e-mile UTOPIA 250*

E-mile UTOPIA 250* è una lezione-spettacolo che, intrecciando teatro, narrazione, musica e immagini, parte dal romanzo Emilio o dell’educazione di Jean Jacques Rousseau per affrontare il tema dell’educazione, vista sia come strumento di liberazione dell’individuo e di sviluppo delle sue capacità, sia come veicolo di trasmissione del patrimonio culturale ai cittadini di domani.
Sul palco i tre personaggi di Émile (l’Educando), Sophie (la Conoscenza) e Rousseau (il Sistema Educativo) ripercorrono la storia dell’educazione ideale narrata dallo scrittore francese, alla luce delle critiche che il modello ricevette e delle scoperte di quanti provarono a metterlo in pratica. Attraverso momenti teatrali e contributi narrativi, visivi e sonori, la riflessione sull’utopia educativa di Rousseau si confronta con le letture che di essa fecero altri autori dal Settecento ad oggi, con rimandi a Voltaire, Kant, Diderot, Montessori e ad allievi immaginari come Pinocchio o Tarzan.

Motivazioni della giuria Premio Bottari Lattes Grinzane – III edizione

Chad Harbach L’arte di vivere in difesa (Rizzoli) Motivazione di Giovanni Santambrogio

L’arte di vivere in difesa è il libro di esordio di Chad Harbach. Pubblicato negli Stati Uniti nel 2011 ha impressionato per la sua scrittura efficace, il ritmo incalzante, la sensibilità psicologica. Lo scrittore, laureato ad Harvard, ambienta il romanzo nel mondo del baseball dove la competizione mette a dura prova il talento sportivo, la capacità di competizione, i nervi e la psicologia. Uno sport di squadra che fa risaltare doti personali, grandezze, debolezze e miserie umane. Henry, il protagonista, è un ragazzo gracile e spaesato che avverte d’essere inadeguato: lo è in campo tra tanti colossi, lo è nell’esistenza quotidiana perché vive in provincia. Eppure un incontro gli apre un futuro prima inimmaginabile che si rivelerà pieno di sorprese. Il baseball diventa il terreno di gioco della vita intera perché Chad Harbach punta alle dinamiche profonde dei suoi personaggi che si scontrano con il valore dell’amicizia, le contraddizioni della giovinezza, i rimpianti, i risentimenti, le ambizioni nascoste e le delusioni proprie e altrui. Ne esce un intenso affresco della commedia umana nel solco della migliore tradizione americana.

Melania Gaia Mazzucco Limbo (Einaudi) Motivazione di Paolo Mauri

La protagonista di Limbo si chiama Manuela Paris, è ancora molto giovane ma ha già assaggiato la vita nei suoi aspetti più duri: Manuela è una soldatessa, l’Afghanistan è stato il suo teatro di guerra e lì ha conosciuto l’asprezza del combattere, il sangue, il peso della responsabilità verso gli uomini che sono al suo comando. Poi c’è il retroterra da cui Manuela viene e a cui dopo la missione ritorna: una cittadina del litorale laziale, normalmente deserta dopo la stagione balneare, con gli alberghi vuoti o frequentati da qualche coppia clandestina in vena di rapide fughe. E poi ci sono i difficili rapporti di Manuela con la madre. Giocando su questi elementi Melania Mazzucco orchestra una trama complessa e di grande spessore che si traduce alla fine nel ritratto di una giovane donna alla ricerca di un senso vero della vita e pronta per questo ad affrontare tutte le incognite che le si presentano fino a sfidare il mistero di una presenza ignota. Melania Mazzucco, ha scritto Alberto Asor Rosa, è una vera signora della scrittura e, possiamo aggiungere, conferma in questo romanzo le sue doti di narratrice impegnata nella decifrazione della vicenda umana, avvincente e insieme imprendibile, come il Limbo del titolo.

Ugo Riccarelli L’amore graffia il mondo (Mondadori) Motivazione di Bruno Quaranta

Ugo Riccarelli, con L’amore graffia il mondo, porge un’ulteriore testimonianza poetica di bellezza, di fiducia nella bellezza capace di salvare il mondo. A interpretarla è una donna, nelle stagioni sospesa tra sogno e realtà, mai rinunciando a medicare il copione toccatole in sorte, istintivamente sicura che si può nascere una seconda volta, sin da qui, dalla frontiera terrena. Il fascismo, la guerra, la fatica della maternità, la quiete come pausa fra un dolore e l’altro. Ecco il filo su cui Signorina, figlia di un capostazione, nonostante tutto sta in equilibrio, giorno dopo giorno conquistando e onorando la verità che ci vuole amore per ottenere e crescere amore. Un narrare fluente, un lessico famigliare ora disteso ora aguzzo, un passo d’impronta sapienziale. Fino all’ultimo graffio. Zeruya Shalev Quel che resta della vita (Feltrinelli) Motivazione di Valter Boggione In Quel che resta della vita Zeruya Shalev ricostruisce le dinamiche interne di un nucleo famigliare che potrebbe apparire improbabile e eccessivo, ed è invece esemplare delle inquietudini contemporanee: Hemda Horowitz, ottantenne immobilizzata, costretta a confrontarsi con l’impotenza quotidiana, i fallimenti esistenziali e l’imminenza della morte; la figlia Dina, che riversa a propria volta sulla figlia, Nitzan, l’amore che non ha ricevuto dalla madre e per lei rinuncia alla carriera, trovandosi infine sola; il figlio prediletto Avner, che cerca nel lavoro di avvocato in lotta per i diritti delle minoranze la compensazione delle insoddisfazioni personali. Miserie in guerra, persuase di meritare l’attenzione e la cura degli altri e una felicità sempre loro negate. A tutti, Zeruya Shalev presta attraverso l’indiretto libero la propria voce con partecipe pietà, di tutti riconosce le ragioni, senza peraltro nascondere meschinità e limiti. Un groviglio di passioni e conflitti che minaccia di precipitare nella tragedia quando Dina decide di adottare un bambino. Ma quando ogni spazio sembra chiuso, nella condizione liminare in cui tutti i personaggi per diversa ragione sono confinati, assume un’importanza decisiva quel poco che resta della vita, si impone la necessità di essere amati ma soprattutto di amare, perché anche per morire ci vuole una misura d’amore, e ogni morto ha il suo tesoro di futuro. Un libro coraggioso e impudico, che accetta il rischio del sentimentalismo per attingere la verità dei sentimenti.

Sezione La Quercia Alberto Arbasino L’Ingegnere in blu (Adelphi, 2008) Motivazione di Sebastiano Vassalli. Alberto Arbasino (Voghera, 1930) è tra i protagonisti della cultura italiana del Novecento. La sua opera più nota, Fratelli d’Italia (1963), è l’esempio più importante di “opera aperta”, con le edizioni successive rivedute e accresciute, dello sperimentalismo degli anni Sessanta. Il Premio Bottari Lattes Grinzane 2013 gli viene assegnato per L’Ingegnere in blu (2008), preziosa testimonianza di una frequentazione con Carlo Emilio Gadda, “l’ingegnere”, nata da affinità culturali e diventata nel corso degli anni vera e profonda amicizia.

I vincitori delle passate edizioni del Premio

La prima edizione (2011) ha visto vincitore l’irlandese Colum McCann che con Questo bacio vada al mondo intero (Rizzoli) è stato preferito a Caterina Bonvicini con Il sorriso lento (Garzanti) e Valerio Magrelli con Addio al calcio (Einaudi).
Il Premio per la sezione “La Quercia” nel 2012 è andato a Dora Bruder (Guanda, 2004) di Patrick Modiano e nel 2011 a Bartleby e Compagnia (Feltrinelli, 2002) di Enrique Vila-Matas.
Il Premio è organizzato dalla Fondazione Bottari Lattes e dall’Associazione Premio Bottari Lattes Grinzane.

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