Situazioni 2

Situazioni 2

Dal 19 luglio al 31 agosto 2014, a Palazzo Tovegni di Murazzano (CN), si tiene la mostra SituAzioni 2 che presenta le opere di sei fotografi, rappresentati da altrettante gallerie, tra quelle più interessanti e attive del panorama italiano (Media partner: Photographers.it).

L’esposizione è il primo appuntamento di Fotograficamente 14 – La Fotografia incontra, la rassegna che da luglio a settembre 2014 proporrà una serie di iniziative legate al mondo dell’immagine concentrate sul territorio dell’alta Langa, organizzata dalla Fondazione Bottari Lattes di Monforte d’Alba (CN) che si conferma come un punto di riferimento per la promozione della cultura fotografica.

SituAzioni 2, giunta alla sua seconda edizione, è curata da Daniela Trunfio, che ha pensato gli spazi destinati alle gallerie come vere e proprie ‘stanze d’artista’. I soggetti coinvolti sono: Spazio Nuovo Contemporary Art, Roma (Marco Maria Zanin), Weber & Weber, Torino (Luca Gilli), Galleria Spaziofarini 6, Milano (Francesco Pergolesi), Paola Sosio Contemporary Art, Milano (Mario Daniele), Alberto Peola, Torino (Eva Frapiccini), Fabbrica Eos, Milano (Giuseppe Mastromatteo) e la Fondazione Teatro San Carlo – MeMus, Napoli (Luciano Romano).

In tempi di forte crisi economica – affermala curatrice Daniela Trunfio-, che rischiano di mettere in serio pericolo non solo la programmazione culturale, ma anche la sopravvivenza di prestigiose strutture museali, credo che sia importante pensare anche a nuovi modelli espositivi che includano con più forza i diversi protagonisti della progettualità artistica. Lavorare in modo partecipativo con galleristi e artisti non significa mettere il luogo ‘pubblico’ / museo, nelle mani della mercificazione e del collezionismo ‘privato’, ma saper sfruttare al meglio, invece, professionalità e progettualità diversificate per realizzare proposte espositive più originali e attuali, che possano dialogare con più efficacia con il tessuto culturale esterno

Il percorso espositivo inizia con una riflessione a specchio sullo spazio. Quello urbano, esasperato nella sua modernità degradante e intriso di dolente umanità, delle due grandi opere di Marco Maria Zanin (Spazio Nuovo Contemporary Art, Roma) si confronta con quello sul vuoto e sulle impeccabili geometrie bianche degli interni pre-abitati di Luca Gilli (Weber & Weber, Torino), recente vincitore del premio BNL-BNP Paribas, all’edizione 2014 di MIA Fair, la prima e unica fiera interamente dedicata alla fotografia.

Le due stanze centrali presenteranno gli Heroes di Francesco Pergolesi (Galleria Spaziofarini6, Miano), una ricognizione sulla resistenza degli artigiani, che premia un microcosmo sociale messo in bella mostra grazie al lavoro di restyling degli interni delle botteghe e dal sapiente utilizzo della luce teatrale del giovane fotografo milanese.

Si prosegue con la ricerca sul paesaggio, uno dei soggetti preferiti da Mario Daniele (Paola Sosio Contemporary Art, Milano), e qui rappresentato dalla serie Quel sentiero per il lago: si tratta di una fotografia lenta, fatta di attese e ritorni sui luoghi, per fissare quella luce limpida e abbagliante che rende omaggio alla vastità dei laghi alpini piemontesi, e a una natura apparentemente incontaminata.

La terza sezione diventa “luogo del teatro”. Lo sguardo attento e rispettoso di Luciano Romano (Fondazione Teatro San Carlo – MeMus, Napoli) restituisce la complicità tra fotografo e artista-scenografo, elemento fondamentale per segnare la distinzione tra fotografia documentaria e fotografia di teatro. Il ciclo “Opera ad Arte” è frutto di una rara e intelligente operazione che lega una prestigiosa committenza (quella del Teatro San Carlo di Napoli) ad artisti e fotografi, per generare non solo memorie d’archivio, ma anche una straordinaria valorizzazione della progettualità artistica e della produzione.

Accanto alle immagini di Luciano Romano, si incontrerà la serie di Eva Frapiccini (Alberto Peola, Torino) liberamente ispirata al dramma incompiuto di Bertolt Brecht La Caduta dell’Egoista Johann Fatzer, scritto tra il 1926 e il 1930. Il testo racconta di vite allo sbando, imperialismo, opportunismo, rovina e corruzione delle aspettative umane. Eva Frapiccini, tra le più rigorose e determinate fotografe contemporanee, pone il viaggiatore Fatzer nella Berlino dei nostri giorni in cui la frattura ancora evidente tra Est e Ovest, tra decadenza e modernità diventa metafora del viaggio della nostra vita in continua oscillazione tra passato e futuro, tra certezze e precarietà.

Chiude il percorso il video Homogenic di Giuseppe Mastrommatteo (Fabbrica Eos, Milano) che mette in fila otto sguardi che si dispongono ritmicamente mantenendo fissa la frontalità della posa.

La sensazione è quella di assistere al movimento, e insieme alla trasformazione, di un unico soggetto, volta per volta riprodotto con nuove e sorprendenti variabili. La forma del viso cambia, gli occhi sono gli stessi. Mastromatteo espone una personalissima interpretazione dei rinnovati concetti di identità, omologazione e serialità, ai tempi della massificazione mediatica e crea i presupposti per una presa di coscienza percettiva.

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